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Avvocato, ti preoccupi della tua reputazione nel web?

novembre 22, 2018

Un tempo si parlava di reputazione, oggi di reputation. L’inglese ha pervaso il nostro modo di parlare e anche di ragionare, portando anche nel settore legale novità e mentalità anglosassone. La differenza non è soltanto linguistica, ma coinvolge anche un’altra dimensione, che è quella digitale. Quando si parla di reputation, il, riferimento corre immediatamente alla web reputation, quindi alla reputazione on line, quella che si acquisisce sui social network in primis. La reputazione è ciò che si dice di noi, il vestito che ci cuciono addosso, a volte per nulla corrispondente alla realtà, altre volte invece più fedele allo stato dei fatti.

Se un tempo si parlava di passaparola, di “nome”, oggi si parla di reputation e di standing. I professionisti italiani non sono ancora abituati a creare e gestire la propria reputazione on line; in molti snobbano i social e usano poco e male il web. La convinzione, spesso legata ad una mancanza di alfabetizzazione di questi nuovi strumenti, è che per i professionisti il web non sia poi così importante. La verità è che la stragrande maggioranza degli avvocati e di altre professioni, rimane ancora tradizionalmente legata al passato e mostra riluttanza e resistenza verso il fenomeno della digitalizzazione.

Perchè vi parliamo di questo argomento? Perchè Klosers rappresenterà invece la rivoluzione fuori dagli studi. Quando hai tanti strumenti ma non puoi fisicamente essere al Tribunale giusto, al momento giusto, Klosers ti fornisce la persona giusta per risparmiare tempo e non correre rischi.

LA DIGITALIZZAZIONE ANCHE DELLA REPUTAZIONE

Tralasciando i gusti personali e se era meglio un tempo od oggi, la realtà dei fatti è che la digitalizzazione sta coinvolgendo ogni aspetto della professione, dalla sua organizzazione interna (gestionali, intelligenza artificiale, db), alla comunicazione (email, messaggistica, videoconference), alla comunicazione promozionale e al marketing: reputation, passaparola on line, posizionamento sui motori di ricerca (seo).
Consideriamo che la web reputation è oggi una realtà imprescindibile e slegata dalla volontà dei diretti interessati. Possiamo scegliere di gestire in prima persona la nostra reputation sui social e più in generale sul web, operando decisioni che vanno dagli aspetti formali con cui ci presentiamo ai contenuti alla interazione con i destinatari, oppure possiamo lasciare al caso e all’iniziativa dei terzi la creazione della nostra reputazione on line. In ogni caso chi ci cerca troverà delle informazioni che ci riguardano e leggerà cosa altri scrivono di noi e del nostro operato.

QUANTO CONTA LA WEB REPUTATION IN AMBITO LEGALE?

La risposta non può che essere molto, moltissimo. Innanzitutto, considerate che anche nel “mercato legale” di una volta la reputazione era fondamentale per attivare il passaparola; stessa cosa accade oggi sui social per la reputation. Il passaparola non è finito, ha solo cambiato piazze e modalità, passando da analogico a digitale e dalle piazze reali ai social. Provate a pensare agli influencer, cioè coloro che nei social hanno centinaia di migliaia e a volte milioni di followers. Costoro hanno la forza di muovere l’opinione pubblica e sono nel tempo diventati appetibili per le aziende, consapevoli del loro ruolo nelle dinamiche del business. Pensate a cantanti e attori, ma anche a blogger e youtuber. Chi ha figli adolescenti sa benissimo il potere di costoro sulle fasce giovanili e non solo su quelle. Il grande chef, lo sportivo, il personaggio pubblico con un nutrito seguito con la sua reputation può decidere le sorti di un prodotto o di un progetto. Ebbene, molti potrebbero dire che questo non riguarda il settore delle professioni, tantomeno di quelle legali. E invece è solo una questione di tempi. Il settore legale è ancora agli albori per ciò che riguarda il web e l’uso dei social, tutto qui. Non è difficile pensare che tra non molto i clienti cercheranno l’avvocato leggendo prima le recensioni dei clienti e seguendo le indicazioni di qualche sorta di rating che faciliti la scelta.

COME GESTIRE LA PROPRIA REPUTATION ON LINE?

Per non farsi trovare sprovveduti, cominciamo dal creare un profilo Linkedin completo e di qualità sia nei testi che negli elementi iconografici (foto e allegati). Nel caso di uno studio legale, sarà necessario prevedere una cover di studio per tutti i profili dei professionisti e uno shooting fotografico che garantisca una certa omogeneità delle fotografie, facendo intravedere cura, coordinamento e attenzione ai dettagli.
Secondo passo sarà aprire la pagina pubblica (company page) dello studio, tanto che sia unipersonale, quanto che sia uno studio associato. Ciò vale tanto per Linkedin, quanto per Facebook.
Terzo passo, tenete rigorosamente distinti i profili professionali sui social, da quelli personali (diario) e se possibile fate molta attenzione a ciò che pubblicate anche sui profili personali. La vostra immagine privata sui social non ha proprio nulla di privato, è esposta al pubblico come i panni in piazza. Tutti sapranno tutto di voi e alcune cose…sarebbe meglio riservarle tra le mura domestiche, perché poco hanno a che vedere con la vostra reputation che state cercando di creare. Per capirci, è un po’ se ciascuno di noi tramite il web diventasse un personaggio pubblico; esattamente come i personaggi pubblici devono fare attenzione a ciò che fanno e dicono, stessa cosa dovremo farla noi stessi.
Quarto passo, dunque, è interagire adeguatamente con i vostri lettori e followers, in modo da mostrare cura, attenzione e gestire derive che alcune situazioni potrebbero prendere.
Avere una reputazione comporta lavoro per acquisirla e lavoro per mantenerla. Il vero errore è pensare che non ci riguardi e che possiamo disinteressarcene, per poi scoprire a posteriori che altri ci hanno messo mano per noi.

Commento a cura di Mario Alberto Catarozzo, Business coach e formatore specializzato sugli studi professionali

Fonte: ilsole24ore

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