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La nuova legittima difesa

ottobre 29, 2018

La legittima difesa è una di quelle norme sempre al centro del dibattito politico: non c’è schieramento o squadra di governo che non cerchi, in un verso o nell’altro, di modificare quella regola che consente al privato cittadino di usare violenza per difendere se stesso o altri da un grave pregiudizio. L’ultima modifica della legittima difesa risale al 2006, quando il legislatore introdusse un nuovo comma che prevedeva una speciale legittima difesa domiciliare nel caso in cui un malintenzionato si introduca nell’abitazione altrui senza il consenso del titolare. Per il resto, i requisiti tipici della legittima difesa sono rimasti immutati: la necessità di difendere un diritto; il pericolo attuale dell’offesa ingiusta; la proporzionalità tra difesa ed offesa. Si sa, però, che la modifica della legittima difesa è sempre stato un cavallo di battaglia della Lega che, ora che si trova al Governo, ha l’occasione per cambiare la norma ed estenderne la portata. Come?

Legittima difesa: cos’è?

Prima di analizzare quella che, con ogni probabilità, sarà la nuova legittima difesa, è bene che ti illustri brevemente cosa dice la norma attuale. Innanzitutto, occorre ricordare che la legittima difesa rientra, insieme ad alcune altre fattispecie (stato di necessità, consenso dell’avente diritto, esercizio di un diritto o adempimento di un dovere), tra le cosiddette cause di giustificazione, cioè tra quegli eventi che legittimano un comportamento che, altrimenti, costituirebbe reato. In parole povere, un fatto che normalmente sarebbe delittuoso (ad esempio, una lesione personale) viene giustificato (e, quindi, non punito), in presenza di una circostanza “scusante” (la lesione è stata inferta per difendersi da un’aggressione).

Esiste un unico articolo, nell’ordinamento penale italiano, che si occupa esplicitamente della legittima difesa; questa disposizione dice che non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui dal pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa [1].

Legittima difesa: quali requisiti?

La difesa, per essere legittima, necessita dei seguenti presupposti:

  • l’assoluta indispensabilità di commettere il fatto per difendersi (requisito della necessità);
  • la tutela di un diritto (non necessariamente legato all’incolumità personale) proprio o altrui;
  • il pericolo attuale (quindi, non passato o futuro) dell’offesa ingiusta;
  • la proporzionalità tra difesa e offesa, da intendersi riferita ai beni giuridici in gioco e non ai mezzi utilizzati (ad esempio, la difesa non è mai legittima se si mette a repentaglio la vita di chi intendeva solamente aggredire il patrimonio).

Legittima difesa domiciliare: quando?

Come anticipato nell’introduzione, nel 2006 fu introdotto un ulteriore comma all’articolo che disciplina la legittima difesa prevedendo che, nei casi di violazione di domicilio, la proporzionalità di cui abbiamo appena parlato si presume quando, chi si trova legittimamente in quel luogo, utilizza un’arma (legalmente detenuta) per difendere la propria o l’altrui incolumità, ovvero per difendere i propri o gli altrui beni, se vi è pericolo di aggressione. In altre parole, si è stabilita per legge una presunzione di proporzionalità, nel caso di violazione del domicilio, da parte dell’aggressore a cui si contrappone, per salvaguardare la propria incolumità o i propri beni, l’uso di un’arma legittimamente detenuta.

Cosa dice la nuova legittima difesa?

La nuova legittima difesa è ancora al vaglio del Parlamento; tuttavia, atteso il voto favorevole ricevuto in Senato, è molto probabile che il disegno di legge fortemente voluto dalla Lega diventi legge entro Natale. Cosa dice la nuova legittima difesa? Il disegno di legge prevede essenzialmente due novità: nel caso di legittima difesa domiciliare, c’è sempre proporzione tra difesa ed offesa; inoltre, viene esclusa espressamente la punibilità di «chi ha agito per la salvaguardia della propria o altrui incolumità in condizioni di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto». In pratica, viene esplicitamente riconosciuta la scriminante del grave turbamento a favore di chi, con armi legittimamente possedute, reagisce sparando in casa propria per difendersi dai rapinatori.

In poche parole, viene rafforzata la legittima difesa domiciliare introducendo un elemento psicologico favorevole a colui che vede violata la propria dimora: chi reagisce, anche in maniera sproporzionata, nei confronti di colui che ha violato il domicilio, può beneficiare della legittima difesa e, quindi, non incorrere in reato nel caso in cui ferisca (o, peggio ancora, ammazzi) qualcun altro.

Fonte: laleggepertutti

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